La Regione Piemonte ha compiuto un passo importante verso l’economia circolare e la semplificazione della gestione dei residui industriali. Con la Determinazione Dirigenziale n. 435/2026, è stata ufficialmente approvata la Scheda tecnica n. 8, dedicata alla “Lavorazione meccanica di ottone e altre leghe di rame”.
Questo documento fornisce alle imprese indicazioni tecniche chiare per dimostrare la qualifica di sottoprodotto (ai sensi dell’art. 184-bis del D.Lgs. 152/2006 – Codice Ambientale), escludendo così la più onerosa qualifica di rifiuto.
Le disposizioni si applicano ai residui derivanti da operazioni di lavorazione meccanica (come tornitura, fresatura, stampaggio, tranciatura e assemblaggio) che possono presentarsi sotto forma di:
- Sfridi e trucioli
- Barre di lunghezza e diametro variabile
- Spezzoni, bave e segatura
- Pezzi stampati di varie dimensioni
Per poter qualificare legalmente questi residui come sottoprodotti e non come rifiuti, la scheda tecnica definisce i criteri standard da rispettare, tra cui:
- Processo di produzione e pulizia: Viene regolamentato l’uso dei liquidi lubro-refrigeranti (olii o emulsioni acqua/olio). Al termine delle lavorazioni, i residui devono essere raccolti in contenitori dedicati e sottoposti a trattamenti di pulizia standardizzati, come la centrifugazione (per separare i residui oleosi) o il gocciolamento su griglia (per residui poco bagnati).
- Tracciabilità e gestione: La linea guida definisce i requisiti per la tracciabilità del materiale, le modalità di etichettatura, la movimentazione interna e i criteri per il trasporto.
- Utilizzo certo: Deve essere garantito il successivo impiego del residuo in un ciclo produttivo senza subire trattamenti diversi dalla normale pratica industriale.
Nota per le imprese: L’adesione a questa scheda tecnica ministeriale/regionale è facoltativa. Le aziende piemontesi possono scegliere di adottarla per avere una “corsia preferenziale” e una certezza giuridica in caso di controlli, oppure possono continuare a dimostrare i requisiti del sottoprodotto attraverso altre modalità di prova previste dal Codice Ambientale.

