Nuove regole in arrivo per il sistema di scambio di quote di emissione di gas climalteranti grazie al pacchetto di riforma a tutto campo messo in pista dall’Ue, che ridisegna l’Emission trading system (Ets) per accompagnare l’industria verso la neutralità climatica. Il cuore dell’intervento presentato dalla Commissione europea il 17 luglio 2026 è rappresentato dalla proposta di revisione della direttiva 2003/87/Ce, che adegua l’Ets al nuovo target climatico recentemente fissato dall’Ue (-90% al 2040). Tra le principali novità, viene ridotto il fattore di riduzione lineare —il tasso annuo di contrazione del tetto massimo di quote di emissione —che dall’attuale 4,4% (in vigore dal 2028) scende al 3,7% per il 2031-2035 e all’1,7% per il 2036-2040. Gli operatori, per assolvere ai propri obblighi, potranno anche finanziare progetti di decarbonizzazione all’estero. Riformata anche la “riserva stabilizzatrice”, il meccanismo che assorbe o rilascia quote per correggere gli squilibri tra domanda e offerta.
L’allocazione gratuita prosegue oltre il 2030, ma viene condizionata a piani di neutralità climatica. Lo stop per i settori coperti dal “Cbam” slitta dal 2035 al 2038. In ambito aereo e marittimo, la proposta allarga il campo di applicazione del sistema e prevede quote riservate per carburanti sostenibili e tecnologie zero-emission. In tema di rifiuti, ok all’ingresso degli impianti di incenerimento e co-incenerimento di rifiuti non pericolosi: nel 2031 dovranno restituire quote pari al 25% delle emissioni per poi salire, gradualmente, fino al 100% nel 2034. Il waste-to-energy per teleriscaldamento è ammesso ad allocazione gratuita. Nuovi obblighi di monitoraggio, comunicazione e verifica delle emissioni anche per le discariche di rifiuti non pericolosi (l’inclusione sarà rivalutata nel 2034). Il pacchetto, che fa parte della “Strategia comunitaria per l’elettrificazione dei consumi”, è completato da due proposte di regolamento: la prima prevede la semplificazione e l’allineamento dei sistemi di monitoraggio e verifica per il settore marittimo; la seconda l’aumento delle quote gratuite nel periodo 2026-2030 per gli impianti industriali che non hanno benchmark (“parametri di riferimento”) di prodotto dedicati. Le proposte passano ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio Ue. Con l’obiettivo dichiarato di raggiungere un accordo entro inizio 2027.

