Il granulato di conglomerato bituminoso che esita dal procedimento di recupero dell’asfalto, afferma il MinAmbiente, per essere qualificato come End of waste deve rispondere a tutte le caratteristiche fisiche previste dal regolamento di settore.
Il chiarimento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) fa luce sulle corrette modalità applicative del Decreto Ministeriale 28 marzo 2018, n. 69, la disciplina specifica che regolamenta la cessazione della qualifica di rifiuto del fresato d’asfalto ai sensi dell’art. 184-ter del D.lgs. 152/2006.
Il Ministero ha ribadito che la qualifica di End of Waste (EoW) non si ottiene con la semplice sottoposizione del materiale a un trattamento meccanico o con il solo superamento del test di cessione, ma richiede la totale rispondenza ai requisiti di qualità prestazionale e granulometrica prescritti dall’Allegato 1 del decreto.
In particolare, affinché il granulato cessi di essere considerato un rifiuto speciale:
Dichiarazione di conformità: il produttore è tenuto ad attestare per ciascun lotto il rispetto delle condizioni tecniche, conservandone la documentazione probatoria e i campioni di controllo secondo le tempistiche stabilite dal regolamento.
La posizione del MinAmbiente esclude scorciatoie o deroghe “a tappe”: qualora il granulato ottenuto dal processo di lavorazione risulti privo di anche uno solo dei requisiti prestazionali o analitici stabiliti dal DM 69/2018, il materiale non può essere immesso sul mercato come aggregato recuperato e conserva integralmente la qualifica e la gestione di rifiuto.
L’estensione dell’utilizzo ad usi non espressamente contemplati o l’eventuale mancato rispetto delle specifiche merceologiche precludono la cessazione della qualifica di rifiuto, lasciando agli operatori unicamente la strada della richiesta di autorizzazioni specifiche “caso per caso” nei limiti consentiti dal Codice Ambientale.
Conformità granulometrica e compositiva: il materiale in uscita dall’impianto di recupero deve presentare specifiche granulometrie idonee ai successivi impieghi nell’ingegneria stradale, nell’edilizia o nella produzione di miscele bituminose a caldo o a freddo.
Test sulle matrici ambientali: l’assenza di contaminanti e il rispetto dei limiti per la concentrazione di idrocarburi e IPA (idrocarburi policiclici aromatici) devono essere accertati mediante campionamento per ogni lotto di produzione.

