Patente a punti, Inl su recupero crediti

L’impresa che intende recuperare i crediti persi a causa di violazioni antinfortunistiche deve frequentare almeno il 90% delle ore previste dagli specifici corsi di formazione sulla salute e sicurezza relativi alle infrazioni commesse e superare il test finale.

Lo chiarisce l’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) che fornisce indicazioni utili alle Commissioni chiamate a deliberare sul recupero dei crediti della patente a punti, lo strumento digitale che le imprese e i lavoratori autonomi devono possedere ai sensi del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro per operare nei cantieri. La patente, lo ricordiamo, si compone di 30 crediti, soggetti a decurtazione per le violazioni elencate nel Dlgs 81/2008 (per poter operare ne servono almeno quindici).

L’Inl, nella nota 24 giugno 2026, n. 4634, oltre a fornire indicazioni su come individuare i componenti delle Commissioni territoriali competenti, chiarisce come queste ultime devono valutare le istanze di recupero dei crediti presentate dalle aziende.

La nota, in particolare, definisce come devono essere svolti i percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro necessari ai sensi dal Decreto ministeriale 132/2024 per il recupero dei crediti. Con chiarimenti su soggetti formatori, modalità di erogazione, contenuti, frequenza minima e durata. Ricordiamo che ai sensi del Dm devono partecipare ai corsi sia i responsabili delle violazioni antinfortunistiche che hanno comportato la decurtazione dei crediti (e quindi, per le imprese, datori di lavoro, dirigenti o preposti) che i lavoratori coinvolti.

La nota, inoltre, individua le tipologie di investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro che le imprese possono realizzare ai fini del recupero dei crediti, come gli investimenti in dispositivi di protezione individuale intelligenti e in tecnologie per la sorveglianza sanitaria.