Campania
L’ordinanza della Campania, in vigore dal 21 giugno al 31 agosto 2026, sospende le attività nei settori agricolo, edile e affini tra le 12.30 e le 16.00 nelle giornate in cui Worklimate dell’Inail segnala un rischio “alto” per chi lavora all’aperto. Restano consentiti gli interventi indispensabili a garantire i servizi essenziali, purché siano adottate adeguate misure di sicurezza. L’obiettivo è ridurre i casi di stress termico e colpi di calore nei comparti maggiormente esposti.
Friuli-Venezia Giulia
In vigore dal 16 giugno al 15 settembre 2026, la disposizione del Friuli-Venezia Giulia blocca le attività all’aperto tra le 12.30 e le 16.00 in agricoltura, florovivaismo, cantieri edili e stradali e cave, ma solo quando Worklimate indica un rischio “alto”. Restano esclusi gli interventi di pubblica utilità e protezione civile. Per favorire la continuità delle attività è inoltre possibile anticipare o posticipare di un’ora l’orario dei cantieri, mentre i Comuni balneari possono adottare discipline differenti.
Veneto
Nel Veneto l’ordinanza n. 58, valida fino al 31 agosto, prevede il divieto di lavorare tra le 12.30 e le 16.00 nei comparti agricolo, florovivaistico, edile e nelle cave quando Worklimate segnala un rischio elevato e le misure preventive già adottate non bastano a garantire condizioni di sicurezza. La Regione invita inoltre le imprese ad aggiornare la valutazione dei rischi e a rafforzare la formazione dei lavoratori. Restano escluse le attività di pubblica utilità, soccorso e protezione civile.
Emilia-Romagna
Punta anche sulla riorganizzazione degli orari l’ordinanza dell’Emilia-Romagna, in vigore dal 3 giugno. Oltre a vietare le attività all’aperto tra le 12.30 e le 16.00 nei giorni classificati a rischio “alto” da Worklimate, il provvedimento interessa agricoltura, edilizia, cave e piazzali logistici e consente ai cantieri di anticipare o posticipare di un’ora le lavorazioni. Ai datori di lavoro è richiesto di rimodulare i turni e adottare misure di prevenzione, con particolare attenzione ai rider.
Lombardia
In Lombardia le limitazioni resteranno in vigore fino al 23 settembre 2026. Lo stop alle attività nelle ore più calde interessa agricoltura, florovivaismo, edilizia e cave quando il rischio segnalato da Worklimate è “alto” e le misure previste dalle linee guida non risultano sufficienti. Sono esclusi gli interventi di pubblica utilità e protezione civile. La Regione raccomanda inoltre di estendere le misure di prevenzione anche alle lavorazioni svolte in ambienti chiusi non climatizzati.
Piemonte
L’ordinanza piemontese, efficace dal 30 maggio al 31 agosto 2026, estende il divieto di lavorare tra le 12.30 e le 16.00 non solo ad agricoltura, edilizia e cave, ma anche alla logistica e ai rider, limitatamente alle giornate con rischio “alto” indicato da Worklimate. Restano consentiti gli interventi di pubblica utilità e protezione civile. La Regione invita inoltre i Comuni a valutare deroghe temporanee ai limiti sul rumore per favorire lo spostamento delle attività nelle ore più fresche.
Liguria
Fino al 31 agosto anche la Liguria sospende il lavoro all’aperto nelle ore centrali della giornata quando Worklimate segnala un rischio elevato. La misura interessa i comparti agricolo, florovivaistico ed edile, mentre restano esclusi gli interventi di pronto intervento, pubblica utilità e protezione civile. Ai datori di lavoro è inoltre richiesto di organizzare le attività in modo da contenere il rischio da calore, anche negli ambienti non climatizzati.
Basilicata
Ordinanza del Presidente Bardi. La misura scatta nei giorni e nelle aree in cui la piattaforma previsionale Worklimate (sviluppata da INAIL e CNR) segnalerà un livello di rischio “alto” per i lavoratori impegnati in attività fisiche intense all’aperto. Il divieto è dalle 12.30 alle 16.
Calabria
La Regione Calabria con Ordinanza n. 1 del 10 giugno 2026, ha vietato il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole e ad elevate temperature, dalle ore 12:30 alle ore 16:00, con efficacia immediata e fino al 30 settembre 2026, sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro- nel settore agricolo e florovivaistico, nel settore dell’igiene ambientale, nei cantieri edili e affini, negli stabilimenti nei quali si opera in ambienti confinati o privi di adeguata ventilazione, nel settore estrattivo. in condizioni di esposizione prolungata a elevate temperature e a stress termico ambientale, limitatamente ai soli giorni in cui la mappa del rischio indicata sul sito www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ riferita a: “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12:00, segnali un livello di rischio “ALTO”.
Puglia
La Regione Puglia ha introdotto nuove misure per tutelare i lavoratori esposti alle ondate di calore. Il presidente Decaro ha firmato un’ordinanza che vieta lo svolgimento di attività lavorative all’aperto in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12:30 alle ore 16:00 nei giorni classificati ad alto rischio. Il provvedimento riguarda in particolare i lavoratori impegnati in attività fisicamente gravose svolte all’esterno e in condizioni microclimatiche critiche, come gli addetti al settore agricolo. L’obiettivo è prevenire i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dalle temperature estreme.

