Potabilità acque, analisi fuori dall’Iva agevolata

Stop dell’Agenzia delle entrate all’imposta sul valore aggiunto in misura ridotta al 10% per le analisi di potabilità delle acque erogate nei condomini poiché il servizio di laboratorio non è manutenzione ordinaria e sconta l’aliquota piena.

Le analisi rientrano tra le verifiche obbligatorie previste dal Dlgs 18/2023 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano. Un laboratorio ha chiesto all’Agenzia delle Entrate se il servizio potesse beneficiare dell’Iva agevolata (10%) o dovesse scontare l’Iva ordinaria.

Con la risposta a interpello 8 giugno 2026, n. 120, l’Agenzia ha accolto la seconda tesi. Come rilevato dalla stessa società istante, il servizio del laboratorio si limita a prelevare, analizzare e refertare i campioni dei reflui, senza alcun intervento manutentivo sul sistema idrico. Loggetto della prestazione, in altre parole, non è la manutenzione della rete di distribuzione ma la qualità dellacqua erogata.

Le agevolazioni riconosciute dalla stessa Agenzia in occasioni precedenti, sottolinea la risposta, hanno riguardato le verifiche periodiche obbligatorie tese ad accertare la funzionalità e la sicurezza degli impianti stessi (come quelle su ascensori, caldaie e apparecchi elettrici).

Il servizio di analisi delle acque, quindi, non soddisfa il presupposto sostanziale della verifica sullefficienza e funzionalità del sistema tecnologico — che invece caratterizzava i precedenti casi agevolati – per rientrare nelle attività di manutenzione tassate al 10%.

Le aliquote Iva ridotte, in quanto eccezionali, vanno interpretate restrittivamente senza possibilità di applicazione analogica, per costante giurisprudenza Ue. La conclusione dell’Agenzia è quindi netta: il servizio di analisi di potabilità e ricerca legionella non può beneficiare dell’aliquota Iva ridotta ma deve essere assoggettato allaliquota ordinaria, attualmente al 22 per cento.