Dal 12 novembre 2026 è in vigore il D.Lgs. 28 settembre 2026, n. 197, che recepisce la nuova direttiva europea sulle emissioni industriali (UE 2024/1785) e modifica il Testo unico ambientale. Riguarda tutte le installazioni con Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
Cosa cambia
- L’AIA guarda più lontano. Non si occupa più solo delle emissioni, ma anche di uso efficiente delle risorse, riduzione dei rifiuti, economia circolare e decarbonizzazione.
- Limiti più severi. I valori limite di emissione devono puntare alle prestazioni migliori che l’impianto può raggiungere e mantenere con le migliori tecniche disponibili (BAT). Arrivano anche limiti sul consumo di risorse e il monitoraggio di energia, acqua e materie prime.
- Sistema di gestione ambientale obbligatorio. Per le installazioni già autorizzate il termine generale è il 1° luglio 2030. ISO 14001 ed EMAS valgono come equivalenti.
- Piani di trasformazione. Vanno inseriti nel sistema di gestione e devono programmare il percorso dell’impianto verso la neutralità climatica entro il 2050.
- Salute e odori. Nella valutazione delle domande conta di più l’effetto delle emissioni sulla salute, compresi gli odori.
- Controlli e sanzioni. Le regole sono aggiornate, con attenzione particolare alle violazioni ripetute.
Cosa fare
Le scadenze di adeguamento cambiano in base al tipo di impianto, alla sua situazione autorizzativa e alle conclusioni sulle BAT del settore (art. 43 del decreto). Il primo passo è capire quali valgono per voi.
Vi diciamo cosa cambia per il vostro impianto
Mandateci la vostra AIA. Vi diciamo quali scadenze vi riguardano e se il vostro sistema di gestione è già in regola.
Riferimenti: D.Lgs. 28 settembre 2026, n. 197 (G.U. n. 251 del 28 ottobre 2026); Direttiva (UE) 2024/1785; D.Lgs. 152/2006.

