Con il Decreto Direttoriale MASE n. 254 del 9 settembre 2026 sono state definite le modalità operative da adottare in caso di “degrado temporaneo” dei servizi RENTRI a supporto della gestione del FIR digitale. Il provvedimento arriva a ridosso del 16 settembre 2026, data dalla quale il FIR digitale diventa la modalità ordinaria e obbligatoria per gli operatori interessati.
Il “degrado temporaneo” si verifica quando una o più funzionalità del RENTRI risultano degradate, limitate o non pienamente operative, impedendo all’operatore di completare correttamente una delle operazioni necessarie alla gestione del FIR digitale, senza che si configuri una completa indisponibilità dei servizi.
Le nuove disposizioni riguardano, in particolare, tre situazioni:
- impossibilità di emettere il FIR digitale;
- impossibilità di integrare il FIR durante il trasporto;
- impossibilità di integrare il FIR nella fase di accettazione da parte del destinatario.
In presenza di un degrado temporaneo che impedisca la gestione digitale del singolo FIR, è possibile ricorrere, limitatamente alla durata del malfunzionamento, alle modalità operative di emergenza previste dal decreto.
In particolare, a seconda della fase interessata, è possibile:
1. utilizzare il FIR in formato cartaceo, oppure
2. utilizzare la stampa del FIR digitale, apponendo data e firma autografa e riportando nel campo “Annotazioni” la specifica dicitura prevista dal decreto: “FIR emesso/gestito in modalità cartacea ai sensi dell’Allegato 1 al decreto direttoriale n. 254 del 9 settembre 2026”.
La deroga è limitata al singolo FIR e al periodo in cui si verifica il degrado: non si tratta quindi di una possibilità generalizzata di continuare a utilizzare il FIR cartaceo.
L’operatore deve poter dimostrare l’effettivo verificarsi del degrado temporaneo.
È pertanto opportuno conservare le evidenze dell’anomalia, ad esempio: messaggi di errore visualizzati dal sistema; eventuali codici di errore/API; schermate o altre evidenze informatiche; indicazione della data e dell’ora in cui si è verificato il problema; indicazione della funzionalità RENTRI che non risultava disponibile.
Al termine della gestione emergenziale dovrà inoltre essere predisposta la dichiarazione prevista dall’Allegato 1 al decreto (vedi allegato) , contenente le informazioni relative all’operatore, al periodo del degrado, all’operazione non eseguibile e alle modalità adottate. La dichiarazione dovrà essere trasmessa tramite PEC entro il primo giorno lavorativo successivo alla cessazione del malfunzionamento e dovrà essere conservata insieme alle relative evidenze, in modo da poter essere esibita in caso di controllo.
Per i FIR gestiti secondo queste modalità emergenziali non si applicano gli ordinari obblighi di trasmissione dei dati al RENTRI.
Resta tuttavia previsto che il trasportatore comunichi il cambio di formato al produttore/detentore tramite i servizi del Registro, una volta cessata la situazione di degrado e comunque tempestivamente.
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Considerato l’imminente passaggio all’obbligatorietà del FIR digitale, si raccomanda di:
- verificare preventivamente il corretto funzionamento dei propri sistemi gestionali e dell’interoperabilità con RENTRI;
- assicurarsi che gli addetti sappiano riconoscere e documentare eventuali anomalie;
- predisporre una procedura interna per la gestione delle situazioni di degrado temporaneo;
- conservare le evidenze degli eventuali malfunzionamenti e la relativa documentazione;
- monitorare gli Avvisi pubblicati sul portale RENTRI, distinguendo le situazioni di degrado temporaneo dai casi di completa indisponibilità dei servizi.
Il nuovo Decreto n. 254/2026 si inserisce infatti nel quadro delle precedenti procedure già previste per i casi di completa indisponibilità dei servizi RENTRI (Decreti Direttoriali n. 319/2025 e n. 25/2026).
Dal 16 settembre 2026 il FIR digitale diventa la modalità ordinaria per gli operatori soggetti all’obbligo: è quindi importante arrivare a tale data con procedure, strumenti e personale adeguatamente preparati.

