Qualità dell’aria, avanza recepimento ultime norme Ue

È in discussione in Parlamento dall’agosto 2026 il provvedimento nazionale che renderà operativi in Italia i nuovi limiti europei – più severi – per i principali inquinanti atmosferici, a tutela di salute e ambiente.

Si tratta dello schema di decreto legislativo, licenziato in via preliminare dal Governo a inizio agosto 2026, che implementa nell’ordinamento nazionale la direttiva 2024/2881/Ue sulla qualità dell’aria. La disciplina europea ha rivisto in modo molto più severo rispetto al passato i valori limite da rispettare (dal 2030) per le sostanze più nocive per salute ed ecosistemi. Attenzione specifica al particolato (PM10) compreso quello sottile (PM2,5), al biossido di azoto e al benzene.

È stato anche introdotto il diritto dei cittadini ad essere risarciti per i danni alla salute derivanti dalla cattiva qualità dell’aria.

Un’apposita parte dello schema di decreto legislativo è dedicata alla tutela della qualità dell’aria “indoor” (dal 2028), considerato da un lato che le persone svolgono molte attività all’interno di abitazioni, scuole o uffici. Dall’altro che questi luoghi hanno specifiche fonti di inquinamento come materiali da costruzione, prodotti per la pulizia, sistemi di riscaldamento, ventilazione inadeguata. La disciplina si affiancherà a quella prevista dal Testo unico sulla sicurezza sul lavoro (Dlgs 81/2008) che, sebbene fornisca indicazioni sulla qualità dell’aria nei luoghi di lavoro, non contiene criteri e metodi di valutazione per gli ambienti al chiuso, né impone il rispetto di specifici valori di riferimento, qui invece stabiliti.

Il provvedimento, infine, rafforza gli obblighi di informazione nei confronti del pubblico e prevede la diffusione “di dati chiari, tempestivi e comprensibili sulla qualità dell’aria, sui superamenti dei limiti, sui rischi per la salute e sui comportamenti utili a ridurre l’esposizione”. Il recepimento della direttiva deve avvenire entro l’11 dicembre 2026. Una volta entrato in vigore il decreto legislativo in parola abrogherà lo storico Dlgs 155/2010.