All’esame Ue la proposta che rinvia la partenza degli obblighi delle imprese di attestare che i beni immessi sul mercato siano a “deforestazione zero” e che riduce le aziende obbligate.
Il provvedimento riguarda l’obbligo di due diligence previsto dal regolamento 2023/1115/Ue secondo cui coloro che immettono sul mercato Ue, esportano e commercializzano determinati prodotti (tra cui caffè, cacao e legno) devono attestare che i beni non hanno contribuito al disboscamento e al degrado forestale (cd. dichiarazione di dovuta diligenza).
Il 26 novembre 2025 il Parlamento Ue, a pochi giorni di distanza dal via libera del Consiglio Ue, ha espresso la propria posizione sulla proposta, che era stata presentata dalla Commissione il 21 ottobre 2025 (ora inizieranno quindi i negoziati tra le due Istituzioni). L’atto intende innanzitutto ridurre le imprese che sono obbligate a presentare la dichiarazione di due diligence. Limitando l’obbligo alle sole aziende a monte della catena di valore del prodotto (che dunque immettono per prime i beni). Gli operatori a valle e i commercianti non sarebbero quindi più tenuti all’adempimento.
La Commissione propone inoltre di far slittare di sei mesi la partenza degli obblighi di due diligence per le micro e piccole imprese (dal 30 dicembre 2026 anziché dal 30 giugno 2026). E di rinviare di sei mesi l’inizio effettivo dei controlli da parte delle Autorità competenti (dal 30 giugno 2026 anziché dal 30 dicembre 2025) sulle aziende che devono partire con i nuovi obblighi dalla fine del 2025.
Parlamento e Consiglio Ue chiedono invece di rinviare di un anno la partenza degli obblighi per tutte le imprese obbligate: le medie e grandi partirebbero quindi dal 30 dicembre 2026 (anziché dal 30 dicembre 2025 come attualmente previsto); le micro e piccole aziende, invece, dal 30 giugno 2027 (anzichè dal 30 giugno 2026).
Il Parlamento Ue chiede inoltre di escludere dal campo di applicazione degli obblighi, i libri e giornali stampati ed altri prodotti dell’industria tipografica.
Ricordiamo che in materia è attualmente all’esame delle Istituzioni Ue anche un’altra proposta di modifica del regolamento sulla deforestazione volta a specificare le categorie di prodotti interessate dalle nuove regole.

