È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 183 dell’8 agosto 2025, il Decreto-legge 8 agosto 2025, n. 116, c.d. “Terra dei Fuochi” , che ha l’obiettivo di contrastare i reati ambientali e tutelare maggiormente la salute pubblica e l’ambiente.
Nello specifico, il provvedimento introduce disposizioni urgenti per impedire le attività illecite in materia di rifiuti su tutto il territorio nazionale e per incentivare gli interventi di bonifica nell’area denominata Terra dei fuochi.
Il Decreto va a modificare direttamente alcune disposizioni del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (C.d. Codice dell’Ambiente) e del Codice penale, in linea con il più ampio processo di rafforzamento della normativa ambientale in corso a livello europeo.
Il Decreto-Legge, infatti, rappresenta un primo passo del Governo verso l’attuazione della Legge di delegazione europea 2024, del 13 giugno 2025, n. 91, con cui l’Italia si è assunta l’impegno di recepire, tra le altre, anche la direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale ambientale.
Tale direttiva, entrata in vigore il 20 maggio 2024 e da recepire entro il 21 maggio 2026, sostituisce le precedenti Direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE, introducendo significative novità finalizzate a rafforzare la protezione dell’ambiente con strumenti di diritto penale.
Attraverso questo provvedimento, il Governo anticipa dunque l’attuazione di alcune disposizioni previste dalla Direttiva, in particolare per quanto riguarda:
- l’introduzione di nuove fattispecie di reato ambientale (es. abbandono di rifiuti in casi particolari) e di nuove sanzioni accessorie (es. sospensione della licenza per il trasporto beni conto terzi e confisca veicolo);
- l’ampliamento delle condotte sanzionabili e l’inasprimento del quadro sanzionatorio, mediante la previsione di pene detentive nei casi più gravi e aggravanti per i fatti commessi nell’ambito di un’attività d’impresa (con responsabilità per omessa vigilanza) o in siti contaminati;
- l’estensione delle ipotesi di confisca, interdizione e responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del D.lgs. 231/2001.
Il provvedimento è ora al vaglio del parlamento per l’iter di conversione in legge.

